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Fotografia satellitare del Sud-Est Asiatico (il cerchio rosso rappresenta il Bangladesh)



Il Bangladesh è una piccola nazione (144.000 km quadrati) con una popolazione di 150.000.000 di abitanti (1033 persone per km quadrato).
Fino al 1947 era una regione dell’India conosciuta come Bengala Orientale, con una popolazione di religione prevalentemente Islamica. E questo fu il motivo per cui, allo scioglimento dell’Impero Britannico in India, questa regione divenne parte del nuovo stato Islamico: Pakistan. Il Pakistan era formato dal Pakistan Occidentale e dal Pakistan Orientale, e tra queste due aree -per 3.000 km- si estendeva l’India con la sua popolazione di religione prevalentemente Induista.
Ma la distanza tra i due Pakistan era poca cosa rispetto ad altre ‘distanze’ che affliggevano il nuovo stato. Era ben vero che -prevalentemente- la popolazione aveva in comune la medesima religione Islamica, ma era pur vero che tale popolazione non condivideva nè storia, nè cultura, nè lingua. Infatti il Pakistan Occidentale era di lingua Urdu, mentre il Pakistan Orientale era di lingua Bengalese; non solo, ma anche l’alfabeto delle due lingue era differente.
E queste differenze non tardarono a mostrarsi, come quando, nei primi anni '50, il Pakistan Occidentale cercò di imporre l’Urdu come lingua nazionale. Come reazione, gli studenti del Pakistan Orientale -di qualsiasi appartenenza religiosa- indirono cortei e manifestazioni di protesta per le strade di Dhaka. Alcuni studenti rimasero uccisi. Ancora oggi, dopo più di mezzo secolo, il ricordo di quella data (21 Febbraio) è vivo in tutto il Paese: studenti e corpo insegnante di ogni scuola marciano a piedi nudi e in silenzio per porre ghirlande e fiori sul monumento di commemorazione dei ‘Martiri della Lingua’. Anche la più piccola scuola del più sperduto villaggio ha il suo piccolo monumento di commemorazione. Dal 2000, la data del 21 Febbraio è stata scelta dall'UNESCO per celebrare in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Lingua Madre: un chiaro ricordo dei ‘Martiri della Lingua’ del Bangladesh.
Questa ed altre differenze portarono ad una situazione di inconciliabilità tale che, nel 1971, il Pakistan Orientale dichiarò guerra al Pakistan Occidentale diventando, al termine del conflitto, una nazione indipendente col nome di BANGLADESH (=Terra del Bengala), con capitale Dhaka.

Il Bangladesh è il punto di incontro di alcuni grandi fiumi: Gange (che entrando in Bangladesh dal confine Indiano occidentale cambia il nome in Podda), Brahmaputra (che entrando in Bangladesh dal confine Indiano settentrionale cambia il nome in Jomuna), Meghna ecc.; dalla loro congiunzione nascono una miriade di fiumi e canali che si estendono fino all’Oceano Indiano formando il delta del Gange.
L’abbondanza d’acqua di tali fiumi è -per un verso- una benedizione, dato che il Bangladesh è prevalentemente un paese agricolo; d’altra parte -durante la stagione dei monsoni- può tramutarsi in una tragedia, poichè la gran pioggia, non riuscendo a defluire, inonda gran parte del Paese.

Prima di terminare questo breve excursus sul Bangladesh, è d’obbligo menzionare due dei suoi figli: Rabindranath Tagore, Premio Nobel per la Letteratura (1913), e Amartya Sen, Premio Nobel per l’Economia (1999).



Al tempo della spartizione dell’India (1947) Khulna era una piccola cittadina di circa 50.000 abitanti. Nel periodo in cui il Bangladesh era ancora il Pakistan Orientale, ebbe luogo una massiccia industrializzazione che, ben presto, fece diventare Khulna la terza metropoli del Paese con circa 2.200.000 abitanti (dopo la capitale Dhaka e Chittagong).
La popolazione, arrivata da tutto il Paese, si stabilì in qualche modo alla periferia della città, vicino alle enormi industrie della juta e alle cartiere; gli abitanti originali rimasero per lo più nei villaggi.
Il rettangolo rosso, nella mappa, mostra l’area di intervento del Monastero (che è situato verso la metà del lato destro). La popolazione di tale area è prevalentemente di religione Induista.
Come gruppo religioso, gli Induisti sono al secondo posto (15%) dopo i Musulmani. Tra le minoranze religiose si possono citare Animisti, Buddisti e Cristiani (i Cristiani sono circa 500.000).


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