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La Chiesa esorta i suoi figli
ad entrare in dialogo e collaborazione
con i membri delle altre religioni,
così che tutti assieme promuovano
-per il bene di tutta l’umanità-
la pace, la libertà, la giustizia sociale e i valori morali.

(Concilio Vaticano II)

Il Bangladesh ha una popolazione di circa 130 milioni di abitanti, ed è un paese prevalentemente mussulmano; si stima che gli indù siano 15 milioni, mentre il numero dei Cristiani si aggira sui 500 mila, di cui 250 mila cattolici; va da sè che in tale situazione il dialogo interreligioso è una necessità.
Il monastero stesso è circondato da mussulmani e indù: proprio di fronte al nostro ingresso vi è il tempietto indù e, di fianco, la moschea.


L’ingresso del monastero (a sinistra), il tempietto, e (sullo sfondo) la moschea


Il dialogo instaurato con questi nostri vicini, che può essere definito ‘dialogo di vita’, testimonia la nostra volontà di incoraggiare rapporti rispettosi e pacifici tra persone che appartengono a differenti credi religiosi. Essi sanno che in caso di difficoltà possono venire al monastero per avere consigli e aiuti. Infatti, in questi anni, l’apprezzamento per la nostra presenza fra di loro è cresciuta ad un livello tale che un nostro monaco è stato designato membro del locale comitato della moschea.


In casa dell’Imam


Avviene pertanto che i giovani, in particolare, ci siano molto vicini;essi, oltre a stare attenti affinchè non vi siano persone che possano compiere atti ostili verso di noi, si sentono orgogliosi quando chiediamo loro qualche favore come, ad esempio, accompagnare persone povere e/o ammalate all’ospedale.


Conversando con dei giovani davanti alla moschea


Può risultare di un certo interesse il menzionare la nostra collaborazione con il Centro Artistico-Culturale della vicina Daulatpur (grosso sobborgo alla periferia di Khulna). Il Centro -il cui corpo insegnante è composto per la maggior parte da professori e studenti del prestigioso ‘BL College’ di Daulatpur- è aperto a chiunque desideri, pagando una modica tassa di iscrizione, imparare musica e danza classica. Il Centro si propone inoltre di propagare l’ideale di una fratellanza non basata sull’appartenenza religiosa, e di essere attento al comportamento etico/morale degli associati.
Essendo membri onorari del Comitato Organizzativo del Centro stesso, siamo nella posizione privilegiata di presentare proposte anche di natura più specificamente umanitaria, quali il dedicare alcuni periodi di tempo per insegnare a leggere e a scrivere ai bambini delle baraccopoli, l’usare parte delle tasse di iscrizione per acquistare libri e articoli di cancelleria per studenti poveri, l’organizzare ‘in piazza’ -durante calamità naturali (alluvioni ecc.)- manifestazioni culturali per raccogliere fondi da destinare a persone bisognose, ecc. La reazione a tali proposte non solo fu incoraggiante, ma raggiunse anche vari negozianti della zona, così, ancora oggi, dovendo acquistare libri, cancelleria o medicine per i poveri, gli stessi negozianti si sentono orgogliosi di contribuire alle nostre iniziative vendendoci tale merce ad un prezzo ridotto.
Le festività religiose sono per noi occasioni privilegiate per visitare i nostri fratelli e sorelle non cristiani nelle loro case e condividerne la gioia; da parte loro, a Natale e a Pasqua, sono ben felici di contraccambiare, intrattenendo i nostri ospiti con canti e aiutandoci a servirli.

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